Come detto finita la manifestazione è tempo di bilanci che come sempre offrono molti spunti di discussione e riflessione da cui ripartire per affrontare un nuovo anno. Dal punto di vista della partecipazione tutti gli operatori del settore hanno concordato sul fatto che la manifestazione appena terminata ha avuto un discreto successo di presenze e che qualcosa finalmente si stia muovendo visto la crisi che anche questo settore negli ultimi due anni aveva attraversato. I "nuovi" mercati orientali rappresentano per molti produttori vero e proprio ossigeno per la loro economia ma anche i mercati europei ed americani, sembrano essersi risvegliati da quel letargo in cui erano caduti. Buona la presenza di Cinesi, Giapponesi, Americani e Arabi (altro mercato molto interessante quello del Medio Oriente) ma anche di Tedeschi, Spagnoli e Francesi; Il 2009 è stato l'anno dello storico sorpasso dello Spumante Italiano sullo Champagne, ecco cosa scriveva il Corriere della Sera il 4 di settembre del 2009 su questo evento grazie alla formidabile penna di Mauro Remondino: "Guerra di cifre sulle bollicine. Per la prima volta nella storia la produzione di spumante italiano supera quella di champagne francese per la quale è stata decisa una riduzione del 44 per cento nel numero di bottiglie per contrastare la pesante crisi di mercato. Lo afferma la Coldiretti, secondo le stime del Comitato interprofessionale dello champagne, nel sottolineare che la produzione stimata in oltre 300 milioni di bottiglie, per il prodotto nazionale, si colloca ben al di sopra dei 260 milioni dei cugini d' oltralpe, in forte calo rispetto ai 322 milioni del 2008 e ai 339 milioni del 2007. Per la vendemmia che inizierà nei prossimi giorni i viticoltori e gli imbottigliatori di champagne - riferisce la Coldiretti - hanno deciso di raccogliere il 32 per cento di uve in meno nel tentativo di contrastare il crollo delle vendite in atto sul mercato internazionale con 1,2 miliardi di bottiglie ad invecchiare nelle cantine. Sarebbe così superato l' impasse, regolato dal prefetto, proprio in queste ore, nella lite tra industria e vigneron francesi: questi ultimi chiedevano la riduzione delle rese a 105 quintali per ettaro, contro i 75 domandati dall' industria, a fronte dei 146 del 2008. Lo storico sorpasso da parte del made in Italy, sui transalpini, avviene - precisa la Coldiretti - nel primo anno di produzione del Prosecco a denominazione di origine (Doc) e delle denominazione di origine controllate e garantite Conegliano Valdobbiadene Prosecco e Colli Isolani Prosecco (Docg). Maurizio Zanella, produttore di bollicine con la griffe Ca' del Bosco, a Erbusco, e presidente del Consorzio di Franciacorta, è cauto: «Prendo le distanze da questa euforia. Anche noi abbiamo ridotto le rese da 100 a 95 ettari al quintale e, per fronteggiare la crisi, abbiamo chiesto, per legge, il blocco dei nuovi vigneti per i prossimi tre anni." (dal Corriere della Sera del 4 settembre 2009 - Mauro Remondino)
Oltre alla buona partecipazione, quest' anno il Vinitaly è stato contraddistinto da altre interessanti novità: i rosati e i già nominati spumanti.
Se da un lato i vini rossi e bianchi rimangono i capisaldi della produzione e della qualità italiana, sempre più campo prendono i vini rosati che stanno riscuotendo un' ottimo successo tra i consumatori, che sempre più apprezzano questa tipologia di prodotto. Ottimi a tutto pasto, dall'aperitivo alla seconda portata, molti produttori stanno convergendo verso questo tipo di produzione, che in ambito gastronomico vede la sua abbinabilità su molti cibi siano essi di pesce o di carne. Parallelamente alle produzioni storiche di rosati tra cui citiamo lo Scalabrone, il Chiavennasca rosato, Donnadele rosato ed il Salice Salentino rosato, stanno nascendo sul panorama vinicolo italiano, vini rosati molto interessanti che presto faranno parlare di se sia per la qualità sia per la tipologia di prodotto. La manifestazione di Verona ha sottolineato questa tendenza e come detto, molti produttori stanno ampliando la loro gamma di produzione a questo tipo di bevanda che trova larghi consensi tra il pubblico.
Analogo discorso lo si può fare per gli spumanti che stanno prendendo sempre più campo nella produzione nazione. Già citato lo storico sorpasso sullo Champagne Francese, lo spumante made in Italy rappresenta una delle vere e proprie novità del Vinitaly 2010. Anche la "spumantistica" si sta affacciando sul mondo dei rosati e sempre più spumanti infatti vengono prodotti in questa tipologia, non avendo nulla da invidiare agli spumanti classici di cui tutti noi abbiamo la più classica conoscenza. Gli spumanti rosati rappresentano la nuova frontiera del bere e molti produttori vedono in questo prodotto una possibile quanto reale via di sviluppo. Molte case vinicole hanno presentato i loro nuovi spumanti rosè ottenuti dalle più svariate tipologie di vitigni allargando così il già vasto mondo del vino con un prodotto che sicuramente farà parlare di se.
Nota del tutto personale lo merita l'Asprinio di Aversa, che nella versione spumante metodo classico (la maggior parte di questo spumante a base dell' omonimo vitigno viene prodotto con metodo charmat lungo) rappresenta una vera e propria bontà per il palato; ottimo quello degustato alle Cantine Caputo, un millesimato che ha affascinato coloro che hanno avuto la fortuna di assaggiarlo. Altra nota di merito va al Greco di Tufo versione spumante ottenuto con metodo classico ed avente la stessa composizione del fermo. L'eccellenza della produzione italiana di spumanti resta comunque sempre al nord che con Franciacorta, Asti spumante e Prosecco (da poco ha avuto la D.O.C.G. con il Conegliano Valdobbiadene e Asolo Prosecco) in primis, rappresentano davvero il nostro fiore all'occhiello.
A margine della manifestazione dove il vino italiano ha fatto da giusto padrone di casa, resta la sterile polemica dell'ex Ministro alle politiche agricole Luca Zaia che riprendendo una notizia vecchie di 4 mesi (il sequestro del falso Chianti avvenuta nei primi giorni del dicembre 2009) non ha avuto parole leggere con i produttori dello stesso Chianti, polemica prima ricucita dal Ministro della Salute Fazio, e poi "corretta" dallo stesso Zaia definendo l'intera vicenda come un vero e proprio equivoco interpretativo.
Filippo Franchini






