MONTALCINO:
nel cuore del Brunello e del buon vino.
Sabato 5 Dicembre la F.I.S.A.R. Delegazione di Siena Val d'Elsa ha visitato una delle più belle realtà toscane in materia di vino, una delle zone più conosciute al mondo grazie alla produzione di un altrettanto vino famoso: il Brunello. La visita della delegazione ha coinvolto tre cantine produttrici di Brunello (e non solo) che rappresentano ognuna una specifica realtà del territorio Montalcinese, dove il fattore comune ed essenziale è la produzione di un vino molto ricercato, dai sentori inconfondibili, dall'aroma unico ed inconfondibile che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.
Come un'isola nel cuore della Toscana il colle di Montalcino offre a chi arriva salendo dalle valli che lo circondano il sapore di una conquista progressiva, dell'approdo felice. Forse per la posizione geografica, lontano dalle affollate arterie di comunicazione o forse per la purezza dell'aria che pervade un panorama ancora intatto e selvaggio, davvero la visita a Montalcino può rivelarsi ricca di suggestioni coinvolgendoti in quel magico rapporto tra uomo e natura, che qui ha la rarità di essere assolutamente spontaneo. Da sempre dedita al lavoro del bosco e dei campi, la gente di questa città conobbe momenti di giustificata gloria durante la lotta per le libertà comunali nel XVI secolo, resistendo lungamente agli assedi francesi e spagnoli.
Ma certamente, l'immagine migliore, Montalcino, la rivela proprio grazie al dono più prezioso della sua terra, dura e generosa insieme: il vino. Già apprezzata nei secoli passati, la produzione enologica era anche qui rimasta fedele ai canoni ormai affermati nella tradizione toscana. Fu solo verso la fine del XIX secolo che iniziarono i primi esperimenti tesi a valorizzare, esaltandole, le caratteristiche di una materia prima e di un ambiente senz'altro particolari. Nacque così il Brunello (nome del vitigno Sangiovese Grosso chiamato a Montalcino Brunello, clone del Sangiovese, mentre a Montepulciano viene chiamato Prugnolo Gentile che serve per la produzione del vino Nobile di Montepulciano) che rappresenta una derivazione dal Sangiovese tradizionale, precisamente un mutante (clone) identificato, dopo anni di sperimentazione, dal signor Ferruccio Biondi Santi, all'inizio del secolo scorso, nella propria tenuta il Greppo proprio a Montalcino, ed ancora oggi nasce come frutto di tenace passione, con amore custodito durante gli anni di affinamento in cantina prima di presentarsi al mondo che ha imparato, a sua volta, ad amarlo, fine e principio di una leggenda che ogni bottiglia rinnova.
La prima azienda visitata dalla nutrita comitiva costituita dagli allievi dei corsi per aspiranti Sommelier di Poggibonsi e Siena e dai veterani della delegazione, arrivata di buon mattino a Montalcino, è stata l' Azienda vitivinicola Tiezzi.
L'Azienda vitivinicola TIEZZI, porta il nome del suo proprietario, Enzo Tiezzi, noto agronomo -enologo montalcinese che da sempre si occupa di viticoltura ed enologia nel territorio senese ed in particolare a Montalcino dove ha svolto per anni attività di direttore, consulente enologico di aziende agrarie di importante fama e di dirigente, Presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino.Negli anni 80 il dottor Tiezzi decise di mettersi in proprio e di fondare l'azienda omonima con l'acquisto della prima, il "Cerrino", delle 3 unità poderali di cui è composta attualmente l'azienda e qualche anno dopo del podere Cigaleta. L'amore per la storia montalcinese, la ricerca della tradizione hanno spinto Tiezzi ad annettere all'azienda lo storico podere Soccorso. Le lontane e nobili origini del podere Soccorso sono legate alla vita del Prof. Paccagnini, recentemente definito "un pioniere del Brunello" tra i primi montalcinesi a curarne anche la commercializzazione; è qui che nasce infatti nell'anno 1870 il primo vino con etichetta "Brunello" che ottiene importanti riconoscimenti a Roma, Parigi, Marsiglia, Bordeaux. Numerosi sono gli attestati, le medaglie, i premi ottenuti dal Brunello Soccorso nell' 800 che sono presenti e custoditi gelosamente in azienda quale documento storico di fondamentale importanza.
L'azienda Tiezzi è composta da tre unità poderali per una superficie complessiva di circa 10 ettari, situati in punti diversi del territorio montalcinese, di cui 5,50 coltivati a Sangiovese (Brunello di Montalcino) e 3 ad olivi. I poderi Cigaleta e Cerrino si trovano a circa 3 km da Montalcino e nord-est, lungo la statale del Brunello direzione Siena ad un altezza di 350 mt sul livello del mare. Il cuore e gioiello dell'Azienda è lo storico podere Soccorso dove hanno sede le cantine, gli uffici la vendita diretta e l'agriturismo. La vigna del podere Soccorso è situata a due passi dal centro storico di Montalcino, adiacente le mura trecentesche e il Santuario della Madonna del Soccorso e si trova a circa 500 mt sul livello del mare in direzione sud-ovest. Allevata ad alberello per limitare maggiormente la produzione e soprattutto limitare l'impatto visivo, valorizzando l'aspetto estetico con eliminazione di colonne e fili (tutori).
La vigna Soccorso appare come un giardino a gradini delimitati da muretti di pietra deposti a mano, adornato da rose in cima ad ogni filare, con piante aromatiche
mediterranee a limitarlo, piante di frutti di bosco, alberi da frutto e olivi. Un vino dunque riscoperto dal Dott. Tiezzi che valorizzando le sue lontane e nobili origini e riproducendo, attraverso la veste grafica dell'etichetta e la tecnica enologica, ha creato quel Brunello antico da quella vigna, Vigna Soccorso, sempre con l'intento profondo di mantenere quelle caratteristiche legate alla tradizione locale che più di 100 anni fa venivano riconosciute e premiate in Italia ed all'estero. Non vanno certo dimenticati i vigneti dei Poderi Cerrino e Cigaleta che sono allevati a cordone speronato e bassa resa per ettaro. Tutti i vigneti sono coltivati con attenzione e particolari cure agronomiche dallo stesso proprietario e da persone scelte: potatura manuale, diradamento e meticolosa scelta dei grappoli, raccolta delle uve manuale per ottenere sempre i migliori risultati. L'azienda è personalmente gestita da Enzo Tiezzi con l'aiuto della figlia Monica e della moglie che facilmente potrete contattare per visite, degustazioni e acquisti in cantina. Rimarrete colpiti dall'ospitalità e dalla disponibilità dell'Azienda Tiezzi che oltre produrre ottimi prodotti di estrema qualità, rimarrete colpiti dalla cantina personalmente organizzata dall'enologo Tiezzi in modo tradizionale secondo la corrente di pensiero che vuole il Brunello di Montalcino prodotto seguendo regole antiche: la fermentazione delle uve avviene in tini di legno, l'affinamento ,seguito accuratamente con continui assaggi, in botti di rovere della capacità di hl. 35/40 . Tutti i prodotti dell'azienda Tiezzi sono frutto di cure amorevoli, esperienza pluridecennale e si ispirano rigorosamente alle tradizioni locali:come il Brunello di Montalcino D.O.C.G ed il Rosso di Montalcino D.O.C che sono ottenuti con uva Sangiovese a bassa resa per ettaro, meticolosamente scelta e vendemmiata manualmente. Il lungo invecchiamento è solo in grandi botti di rovere, l'affinamento successivo è in bottiglia per almeno 6/12 mesi.La visita all'Azienda vitivinicola Tiezzi ci ha permesso di degustare alcuni prodotti tipici dell' azienda stessa come il Brunello di Montalcino anno 2004, il Vigna Soccorso Brunello di Montalcino anno 2004, il Sant'Antimo Chardonnay anno 2008 e un ottimo Rosso di Montalcino anno 2008. Inoltre la lunga amicizia che lega Il Dott. Tiezzi alla delegazione Siena Val D'Elsa, ha permesso a tutti gli intervenuti di assaggiare delle anteprime assolute in fatto di vino: il Brunello di Montalcino anno 2005 e il Vigna Soccorso Brunello di Montalcino anno 2005 che saranno in vendita e presentati al grande pubblico solo nei mesi di Febbraio/Marzo 2010. Il Dott. Tiezzi ha voluto personalmente regalare questa "chicca" di prelibatezza ed estrema curiosità alla delegazione consolidando così l'ormai rapporto di pluriennale collaborazione.
Lasciata l'azienda vitivinicola Tiezzi, la visita della delegazione nel cuore del Brunello di Montalcino è proseguita presso un'altra azienda storica e rinomata nel palcoscenico Montalcinese: Argiano.
La storia di ARGIANO risale a tempi remoti; si narra che in questi luoghi gli eruditi cercarono l' Ara Jani il leggendario tempio del Dio romano Giano. In epoca rinascimentale, per volontà della famiglia nobile senese Pecci, venne edificata la splendida villa di Argiano sulla sommità di un colle, nel versante occidentale di Montalcino. La villa rimase alla famiglia Pecci per alcuni decenni per poi passare ai conti Pieri dai quali per eredità ai marchesi Ballanti Merli ed alla duchessa Caetani dei Conti Lovatelli, fino a giungere nel 1992 alla contessa Noemi Marone Cinzano. La tenuta di Argiano si trova nel comune di Montalcino, piccolo borgo medievale arroccato su un colle a 500 metri sul livello del mare. Il poeta Alfonso Gatto definì Montalcino "un paese di confidenze e insieme un davanzale per l'apocalisse". Questo piccolo borgo medievale è incastonato in un paesaggio di rara bellezza che lontano come detto, lontano da agglomerati industriali e dalle grandi vie di comunicazione, ha mantenuto intatto il suoi fascino. I filari ben curati dei vigneti si concentrano nella fascia media collinare, alternandosi agli oliveti e alle fitte macchie boschive, che ricoprono buona parte del territorio. Al bosco Montalcino deve tra l'altro il suo nome "Mons Ilcinus", dal latino "monte del lecci", pianta molto diffusa nella zona e rappresentata anche nell'antico stemma comunale. Le chiazze sempreverdi di macchia mediterranea che tinteggiano il paesaggio costituiscono un vasto "polmone verde", ingrediente naturale fondamentale nel delicato equilibrio che rende questo territorio tra i più prestigiosi nel panorama vitivinicolo internazionale.La tenuta di Argiano si estende per circa 100 ettari in un magnifico paesaggio agreste in cui ai filari di vigneti si alternano uliveti e prati, circondati da una rigogliosa macchia mediterranea. Il Monte Amiata, in zona sud-est, crea una protezione naturale contro il verificarsi di eventi di particolare intensità quali nubifragi o grandinate. L'altitudine e la conseguente ventilazione consentono di godere della presenza della corrente calda della maremma, creando un microclima mite, con un elevato numero di giornate serene durante l'intera fase vegetativa, ideale per una sana e completa maturazione delle uve. Sin dal 1500 le vigne venivano utilizzate allo scopo di produrre vino solamente per uso privato dei nobili. La propensione per l'eccellenza e la qualità si evidenzia già dal 1934, come attestato i premi ricevuti per la produzione agricola, che, in questi ultimi decenni, viene consolidata grazie alla produzione di vini di pregio divenuti famosi in tutto il mondo. I vigneti dell' azienda si estendono per circa 48 ettari con una perfetta esposizione a mezzogiorno, su terreni di origine eocenica formati da calcari marnosi e con lenti di argille. Questi terreni, per lungo tempo ricoperti dal mare, contengono inoltre grandi quantità di sali minerali, la cui disponibilità è preziosa alla sviluppo della vite. In queste condizioni di clima e di suolo, i vitigni possono raggiungere le più alte espressioni qualitative. La produzione di uva è molto limitata per favorire un'alta concentrazione della buccia che risulta ricca di antociani e di tannini nobili. La raccolta avviene manualmente con grande cura in piccole casse da 20 Kg.
Le antiche cantine sottostanti la villa restano il gioiello più prezioso di Argiano. Qui sin dal '500 i vini possono soggiornare ad una temperatura e un'umidità costanti e in assenza di luce e rumori fattori non secondari per la riuscita di un ottimo prodotto. L'invecchiamento avviene in fusti di rovere di piccole e medie dimensioni, a cui sono state affiancate delle barriques francesi che consentono ai vini un'estrazione più morbida ed equilibrata. Particolare cura è posta alla selezione dei legni considerata di fondamentale importanza ed in continua evoluzione. Alle splendide e suggestive cantine cinquecentesche, nel 2000 è stata aggiunta un'ala nuova alla cantina di vinificazione ed un moderno laboratorio di analisi, con attrezzature sempre più all'avanguardia per continuare la ricerca di qualità assoluta nel nuovo millennio. La vinificazione viene effettuata utilizzando una moderna metodologia in tini di acciaio inox. La temperatura è rigorosamente controllata, in modo che non superi i 28-30 gradi centigradi, sia nei vasi che nei locali dove avviene la macerazione delle uve e la relativa trasformazione in vino. La mecerazione delle bucce viene prolungata a seconda dei vitigni e della tipologia dell'annata, favorendo un'estrazione completa. Infine, dopo l'affinamento in botte, segue un periodo di ulteriore affinamento in vasche di cemento vetrificate per un periodo che varia dai 3 ai 6 mesi. Ogni vino è severamente seguito passo dopo passo garantendo al prodotto finale lo stile tipico di questa cantina che ha fatto della qualità il proprio marchio di fabbrica.Anche in questa occasione l'ospitalità della tenuta Argiano non è venuta meno e i partecipanti hanno potuto degustare alcuni prodotti di questa azienda tra cui i seguenti vini:
un Brunello di Montalcino D.O.C.G. anno 2004, un Rosso di Montalcino D.O.C. anno 2007, un Solengo I.G.T anno 2004 nato dal connubio tra il suolo toscano e uvaggi francesi quali Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon. Il Solengo viene prodotto da vigne di 12-18 anni ed è stata una "creazione" dell'ex enologo di Argiano di fama il Dott. Giacomo Tachis. Attualmente il testimone è passato al danese Dott. Hans Vinding-Diers, maestro nell'arte della vinificazione e dell'assemblaggio con esperienza a livello mondiale. La degustazione si è conclusa con un interessante rosato L'O ROSATO IGT di un rosa rubino brillante con aromi morbidi di frutta dolce estiva. Così si è conclusa la visita alla tenuta di Argiano che ha rappresentato una realtà abbastanza differente dalla precedente differenziandosi sia in quantità di ettari coltivati a vite, sia per la diversificazione del prodotto offerto, mantenendo sempre come nella precedente visita uno standard qualitativo molto elevato del vino offerto.
Dopo aver visitato le due aziende menzionate l'intera comitiva si è giustamente concessa un meritato riposo visto l'impegnativa mattinata trascorsa, concedendosi un prelibato pasto a base di specialità locali dove sicuramente è spiccato il capriolo in agrodolce che ha deliziato il palato dei commensali. La comitiva si è trattenuta nell'ospitale ristorante tra gradevoli conversazioni e pietanze di ottima fattura sempre bagnate da impareggiabili vini che certo non possono mancare sulla tavola di così fini intenditori. Finita la sosta e ricaricate le batterie, la visita a Montalcino è proseguita verso la conoscenza di un'altra famosa azienda tipica e storica di questo territorio: Castello Banfi.
Adagiata tra i fiumi Orcia e Ombrone, Banfi a Montalcino è da oltre trenta anni un punto di riferimento per chiunque al mondo si occupi di produzione vitivinicola. Definita a suo tempo come "il più grande progetto che sia mai stato realizzato nella produzione dei vini di qualità", nasce nel 1978 grazie alla volontà dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani – già titolari di Banfi Vintners, una delle più importanti società di importazione di vini statunitense. La proprietà, situata nel versante sud del comune di Montalcino, occupa 2.830 ettari dei quali 850 ospitano vigneti specializzati. Sono coltivati i principali vitigni locali (Sangiovese e Moscadello), a cui si aggiungono significative presenze di altri vitigni "internazionali" perfettamente inseriti nell'habitat montalcinese (Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot). La direzione generale in Italia è affidata, dal 2001, ad Enrico Viglierchio. Determinanti per lo sviluppo aziendale anche le figure di Cristina Mariani-May, figlia di John, e James Mariani, figlio di Harry, rispettivamente in azienda dal 1993 e dal 1991.
Serietà, professionalità e rispetto per il consumatore sono alla base della qualità della produzione dei vini Banfi. E' in questa filosofia, basata sulla continua ricerca della qualità, che si inserisce la realizzazione della nuova area di vinificazione "Horizon". Il progetto, interamente concepito e sviluppato all'interno dell'azienda, consiste in una serie di accorgimenti e di soluzioni di alto livello, dal vigneto alla cantina, realizzati per migliorare ogni singolo passaggio del processo produttivo. Fulcro del progetto, ed aspetto estremamente innovativo da un punto di vista tecnico, sono i 24 tini di fermentazione compositi, che combinano insieme, in maniera sinergica, i vantaggi del legno e dell'acciaio. Quello dell'accoglienza è un settore in cui Banfi ha sempre creduto, fino a far diventare il Castello di Poggio alle Mura uno straordinario centro che offre un'ospitalità completa ed articolata.
Oltre ai già menzionati Sangiovese e Moscadello, i due antichi e tradizionali vitigni della zona, sono presenti i principali vitigni nobili internazionali che si sono perfettamente inseriti in questo eccezionale habitat. Estremamente ricca ed eterogenea è, infatti, la struttura dei nostri suoli, dove la presenza di argilla e calcio favorisce la crescita ottimale della vite e la complessità dei vini rossi, mentre la ricchezza in scheletro completa il profilo aromatico dei bianchi conferendogli i tipici sentori minerali. In questi straordinari terreni Banfi ha condotto, per oltre trent'anni, studi di selezione clonale sulle principali varietà rosse, in particolare il Sangiovese. Gli importanti risultati di questi studi sono oggi documentati e registrati e a disposizione di tutta la comunità dei produttori.
Se i vigneti costituiscono l' anima del Castello Banfi, la cantina è senza dubbio il cuore di questa storica azienda. Concepita per preservare e valorizzare al massimo l'integrità e la ricchezza delle uve e, da ultimo, per valorizzare appieno la straordinaria e pluriennale ricerca in tema di zonazione del territorio montalcinese e selezione clonale delle uve si avvale, oggi, delle più avanzate tecnologie di cantina frutto, anche, di avveniristiche sperimentazioni tecniche. L'ultima innovazione in ordine di tempo è una nuovissima area di micro vinificazione – letteralmente una cantina dentro la cantina – nata per esaltare la ricchezza del patrimonio ampelografico.
Una nuova area che, nel rispetto della filosofia dell'azienda , è completamente visitabile dagli ospiti grazie, soprattutto, ad alcune confortevoli ed innovative soluzioni architettoniche, come il nuovo ponte sopraelevato che attraversa idealmente tutto il processo di vinificazione. Dopo la raccolta, rigorosamente a mano, si procede ad una accurata selezione su nastro trasportatore dei grappoli prima e dei singoli acini poi, allo scopo di garantire una materia prima assolutamente perfetta per il successivo processo di vinificazione. Un processo che si avvale di innovativi tini compositi legno-acciaio studiati, messi a punto e brevettati dal nostro staff tecnico, e nei quali, agli indubbi e ben noti vantaggi di un corpo centrale in legno si associa la versatilità della parte superiore in acciaio inox. La presenza, infine, di fermentini "rotanti" garantisce l'ideale bilanciamento tra bucce, polpa e mosto, mentre un sistema a caduta gravitazionale riduce al minimo le alterazioni del prodotto altrimenti causate dal tradizionale sistema di pompaggio. Tutto ciò per produrre vini in cui è esaltata al massimo la tipicità del vitigno e del territorio d'origine, la peculiarità di ogni singolo vigneto e l'integrità del frutto. Il grande lavoro svolto in vinificazione non poteva che concludersi in una cantina di invecchiamento in cui nulla, sia in termini tecnici che architettonici, è stato lasciato al caso. In questa suggestiva quiete i grandi vini di Montalcino di Banfi, principalmente rossi ma anche bianchi, evolvono ed affinano, nel corso degli anni, le loro caratteristiche più distintive di potenza, eleganze e longevità. Le oltre settemila barrique che compongono la cantina di Banfi sono principalmente di rovere francese proveniente dal massiccio centrale (con significative presenze di rovere americano e dell'Est Europa), con doghe stagionate per un periodo minimo di tre anni, realizzate secondo severissimi criteri certificati da Banfi. La visita guidata al Catello Banfi è durata complessivamente un'ora dove tra la già nota accoglienza e la vista alla cantina hanno fatto assaporare il vero amore per la produzione del vino dove tradizione e sperimentazione hanno trovato il loro giusto equilibrio fornendo al pubblico un prodotto molto apprezzato sia in Italia che nel resto del mondo.
Inutile dire che anche questa visita si è conclusa con la degustazione di tre vini di Banfi che in qualche maniera rappresentano la carta d'identità dell'azienda che insieme ad ottimi ed eccellenti rossi, produce anche bianchi di qualità, Rosè, grappe ed olio sempre contrassegnati dal marchio Banfi ormai sinonimo di eccellenza in tutto il mondo.
La degustazione della delegazione è iniziata con un Belnero IGT Toscana anno 2007 costituito con forte predominanza di uve Sangiovese con percentuali minori di altre varietà internazionali;i vitigni, coltivati con un sistema di allevamento a cordone speronato,hanno con una densità di impianto di 4200 ceppi per ettaro. Il secondo vino assaggiato in degustazione invece è stato un Poggio Alle Mura Brunello di Montalcino D.O.C.G anno 2004 costituito da uve Sangiovese 100% proveniente dalla combinazione di cloni selezionati internamente. Il sistema di allevamento è a cordone speronato, e la densità di impianto è di 4200 ceppi per ettaro. La degustazione invece si è conclusa degnamente con un Poggio All'Oro Brunello di Montalcino D.O.C.G Riserva anno 1995 costituito da uve 100% Sangiovese, provenienti da selezioni interne. Anche in questo caso il sistema di allevamento è a cordone speronato mentre la densità di impianto scende sensibilmente a 2100 ceppi per ettaro. I tre prodotti degustati hanno fatto assaporare la tecnica e l'esperienza produttiva di questa azienda sottolineando la scrupolosità con cui sono ricercati i sapori, profumi e consistenza del corpo.
Finita la degustazione, la giornata si è così conclusa facendo riprendere ai partecipanti la strada di casa con la consapevolezza però di aver trascorso un'interessante esperienza nel cuore di un territorio che produce davvero un buon vino e non solo. Montalcino con la sua posizione geografica ed i suoi produttori di altissimo livello e capacità, rappresenta davvero uno dei tanti fiori all'occhiello che la regione Toscana può offrire.
Vi riportiamo per conoscenza le principali norme dei disciplinari di produzione di alcuni vini (fonte ufficiale del Consorzio del vino Brunello di Montalcino aggiornato al 31 dicembre 2008):
BRUNELLO DI MONTALCINO
Zona di produzione: Comune di Montalcino;
Vitigno: Sangiovese (denominato, a Montalcino, "Brunello");
Resa massima dell'uva: 80 quintali per ettaro;
Affinamento in legno obbligatorio: 2 anni in rovere;
Affinamento in bottiglia obbligatorio: 4 mesi (6 mesi per la riserva);
Imbottigliamento: può essere effettuato solo nella zona di produzione;
Immissione al consumo: dal 1° Gennaio del 5° anno successivo alla vendemmia (1°Gennaio del 6° per il tipo riserva);
Confezionamento: il Brunello di Montalcino può essere posto in commercio solo se confezionato in bottiglie di forma bordolese.
ROSSO DI MONTALCINO
Zona di produzione: Comune di Montalcino;
Vitigno: Sangiovese (denominato, a Montalcino, "Brunello");
Resa massima dell'uva: 90 quintali per ettaro;
Imbottigliamento: può essere effettuato solo nella zona di produzione;
Immissione al consumo: dal 1° Settembre dell' anno successivo alla vendemmia;
Confezionamento: il Rosso di Montalcino può essere posto in commercio solo se confezionato in bottiglie di forma bordolese.
MOSCADELLO DI MONTALCINO
Zona di produzione: Comune di Montalcino;
Vitigno: Moscato Bianco;
Resa massima dell'uva: 100 quintali per ettaro per i tipi Tranquillo e frizzante, 50 quintali per ettaro per il tipo di vendemmia tardiva;
Imbottigliamento: può essere effettuato solo nella zona di produzione;
Immissione al consumo: dal 1° Gennaio del 2° anno successivo alla vendemmia per il tipo Vendemmia Tardiva;
SANT'ANTIMO
Zona di produzione: Comune di Montalcino (con esclusione di una piccola zona);
Vitigno: tutti quelli raccomandati e autorizzati in provincia di Siena, con specifiche limitazioni per le tipologie con nome di vitigno e per il Vin Santo;
Resa massima dell'uva: 90 quintali per ettaro per i bianchi e per il Sant'Antimo Rosso, 80 quintali per ettaro per gli altri rossi;
Imbottigliamento: può essere effettuato solo in provincia di Siena.






