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Memorie di vino: incontri che non si dimenticano

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20110418bconv Molti discorsi a braccio e tanta spontaneità, come si conviene ai più esperti relatori, durante l’incontro “Memorie di vino”, tenutosi lo scorso 26 Marzo nelle sale del Museo della Mezzadria di Buonconvento. L’evento, organizzato dalla FISAR Delegazione  Siena Valdelsa in collaborazione con la Delegazione Valdichiana e il Museo della Mezzadria, ha richiamato un grande interesse riempiendo la sala adibita alla conferenza.

È il professor Gianfranco Molteni, direttore del Museo, ad aprire le danze, rievocando i suoi ricordi in materia di cucine, vino e osterie. Racconta l’atmosfera accogliente delle cucine contadine di una volta, dove produzione e consumo di cibo avvenivano nel medesimo ambiente, e spiega il pericoloso ruolo delle osterie: “era l’unico luogo dove i mezzadri si incontravano, risultava spesso politicamente caldo e quindi molto temuto dai proprietari terrieri”.

 

La parola passa alla professoressa Diana Mancini che parla di vino attraverso due grandi filosofi: Friedrich Nietzsche e Søren Kierkegaard. Nietzsche, nonostante fosse astemio, vedeva nel godere del vino un gesto liberatorio: bisogna danzare ebbri inneggiando a Dioniso, per poter vivere il mistero della vita. Kierkegaard paragona rimembranza e vinificazione: rimembrare significa rivedere gli eventi significativi della vita che, dopo lunghi “affinamenti” nella nostra soggettività, vengono “stappati” e assaporati nel loro gusto nuovo.

Poi Giampaolo Zuliani, docente FISAR, spiega come, a differenza delle immagini, sia molto difficile ricostruire un profumo nella nostra testa; esso, sensazione sfuggevole e evanescente, diventa però nitido e radicato quando lo associamo ad una situazione emotiva: allora memoria e profumo si legano inscindibilmente, e diventano parte del nostro bagaglio sensoriale.

Infine Marzio Berrugi, storico docente FISAR, illustra il mondo dei vini fortificati più famosi, quali il Marsala, il Porto e lo Sherry. Grazie alla sua esperienza e alle sue parole ricche di riferimenti non solo legati al vino,  i profumi diventano immagini, e viceversa: così, in un buon Marsala, possiamo addirittura trovare “sentori di paesaggio”. Berrugi conclude la serata guidando la degustazione del Marsala Donna Franca di Cantine Florio, accompagnato da un armonioso abbinamento di formaggio, suggellando così la splendida serata, che serberemo nella cantina della nostra memoria, proprio come il buon vino.

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