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Va di moda il giapponese a Firenze

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Và di moda il giapponese a Firenze.

 

 

Venerdì 19 Febbraio, dopo la calorosa sponsorizzazione di un caro amico, ho tentato,con la mia dolce consorte, la via del sol levante in salsa fiorentina.

A Firenze il cibo orientale è presente da parecchi anni, il famoso Eito di via de Neri, Momoyama in Borgo San Frediano, solo per citare due dei nomi più “trendy”. Ora l’offerta si arricchisce anche di un altro locale in via Pisana proprio di fronte alla porta San Frediano quasi a voler sfidare il concorrente più blasonato del Borgo!

Il locale si presenta articolato in diversi spazi arredati con gusto, lungo un corridoio si accede anche ad un grazioso spazio esterno dove si può mangiare nella bella stagione.

Il personale è premuroso e attento,come è di tradizione nella cultura giapponese.

Si attivano subito alla mia richiesta di indicazioni per un parcheggio a pagamento visto che il venerdì sera non si trova mai un posto libero e i carri attrezzi sostano nei pressi minacciosi in attesa di una vittima da rimuovere. Sorrido quando il proprietario non mi indica un parcheggio sicuro ma , dopo aver saputo che ho lasciato l’autovettura in sosta provvisoria di fronte al bar di un “amico”, si presta per telefonagli sollecitandolo ad aver cura della macchina del suo cliente ansioso.

 

Così finalmente rilassati ci sediamo e ,dopo un piccolo assaggio di verdurine croccanti offerte dalla casa, ordiniamo. I tempi di servizio sono corretti e il primo piatto, un sushi nigiri e un sushi maki, si presentano allettanti nella presentazione. La materia prima, fondamentale quando si tratta di un piatto di pesce crudo nella maggior parte, è eccellente, così come la scelta e la cottura del riso che fa da contrappunto alla sapidità del pesce risultando dolce e amalgamato. Lo zenzero tagliato a lamelle sottili è fresco e croccante e stimola a giocare con i sottili contrasti tra la dolcezza del pesce-riso e la leggera piccantezza della radice. La salsa verde di rafano è notoriamente inavvicinabile per il palato europeo e rimane intonsa nel piatto. Una portata di ottima fattura che appaga il palato e merita un plauso alla cucina. L’unico appunto risulta la salsa di soia, ordinaria e presentata nel suo contenitore industriale.

In attesa della seconda portata ci rilassiamo degustando un tè verde aromatizzato con fiocchi di riso; con la cucina giapponese amo particolarmente la bevanda calda che mi risulta delicata e perfettamente fusa con la leggerezza dei piatti. Qualche collega starà storcendo il naso ma la tradizione giapponese richiama di più tè e birra che non vini europei che sono comunque presenti in carta in quantità sufficiente.

Il secondo piatto, la classica tempura, arriva in tavola presentata nella classica barchetta decorata con un bellissimo ventaglio costituito da spaghetti di soia fritti legati alla base da un sottile nastro di alghe. Il registro dell’intensità gustativa a questo punto cambia decisamente e si porta su valori importanti. I gamberoni sono freschi e dolci, così come le verdure,carote,zucchine e patate  che compongono il piatto. La pastella risulta sapida, gustosa ma leggermente unta non così soave e leggera come mi è capitato di assaggiarla in altri locali. Un brodo ristretto accompagna la portata che ,se da un lato diluisce  l’unto in eccesso, dall’altra aumenta la sensazione sapida del piatto. Così non ci resta che concludere la serata con una chiusura fresca, evitando accuratamente i dolci proposti, privilegiando invece un’ottima macedonia croccante e varia.

Un conto leggero, 65 euro in due, per una sosta piacevole e di buona qualità complessiva con qualche leggera incertezza, compensata però dalla sicurezza che al nostro ritorno la macchina era ancora al suo posto protetta dallo “scudo giapponese”.

 

Punteggio:Tongue out Tongue out Tongue out

G.P

 

 

Yagura, Via Pisana 16/r, Porta San Frediano Firenze. Tel. 055/223145        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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