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Risotto agli asparagi

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Risotto agli asparagi

 

risottoasparagi

 

Qualche cenno storico su questo buonissimo ortaggio:
L'asparago è probabilmente originario della Mesopotamia antica e delle zone circostanti i fiumi Tigri ed Eufrate. Il termine asparago deriva dal latino asparagus, che significa germoglio. I Romani diedero questo nome alla pianta dell'asparago per due motivi: in primo luogo perché la parte commestibile è soltanto quella apicale del germoglio, secondo perché si riteneva che l'asparago possedesse delle benefiche proprietà curative in grado di rigenerare il corpo umano e ridargli nuova linfa.
Appartenente alla famiglia delle Liliacee, viene identificato in botanica con il nome di Asparagus Officinalis.
Gli asparagi sono piante poliennali di lunga durata, costituite da un fusto sotterraneo che si allunga all'inizio dell'estate e tende a portarsi verso la superficie del terreno.
Tali fusti, detti turioni, sono di colore bianco finché non spuntano in superficie, a contatto con la luce diventano dapprima di colore rosa e violaceo, e poi verde più o meno intenso.
Il turione rappresenta la parte edibile degli asparagi, tenera e carnosa, di sapore dolciastro che ricorda quello dei germogli di bambù.
Gli asparagi hanno notevoli proprietà diuretiche e contengono asparagina o acido aspartico, che conferisce all'urina il tipico odore. La comparsa dell'odore di asparagi nell'urina è associata all'efficienza del sistema renale: se il sistema è efficiente l'odore si sente nella minzione immediatamente successiva all'ingestione di asparagi.
Svariate sono le preparazioni, al quale si presta questa conosciuto ortaggio.

Risotto agli Asparagi

Ingredienti per 4 persone:

320 gr. Circa di riso Arborio, o Roma (indicato per Risotti)
250/300 gr. di asparagi
poco Porro tritato (solo la parte tenera)
Parmigiano grattugiato q.b.
Olio extravergine di oliva
una noce di burro (per montecare)
Un limone

Preparazione:

Pulite gli asparagi tagliando la parte finale del gambo, che di solito è durissima, e lessateli nell'apposita pentola (oppure una tegame alto e stretto, avendo cura di lasciare che l'acqua copra il gambo, e permettere alle punte scoperte di lessare a vapore) in acqua leggermente salata e acidula con poco succo di limone.
Una volta cotti, tagliate le "cime" (il fiore) e tenetelo da parte per aggiungerlo alla fine, mentre il fusto rimasto degli asparagi lo passerete nel mixer (meglio al passa verdure, dove le fibre dure resteranno "al di sopra").
In un tegame capiente fate rosolare il porro tritato con olio extravergine di oliva e poco sale, aggiungete il riso, la purea di asparagi ricavata dai gambi e fate insaporire dolcemente.
Coprite il riso con acqua calda (se preferite, brodo di dado vegetale) e portate avanti la cottura a tegame coperto per circa 20 minuti.
Trascorso questo tempo scoperchiate il tegame, assaggiate il vostro riso per verificarne il sapore e aggiungete le punte (i fiori) degli asparagi tenute da parte, il parmigiano grattugiato e la noce di burro. Mantecate girando con mano energica a fiamma bassa in modo che il riso che risulti "cremoso". Servite ancora caldo.

Se lo preferite, per amalgamare meglio, insieme al burro potrete aggiungere uno/due cucchiai di panna da cucina che daranno un tocco di raffinatezza la vostro piatto.

Abbinamento consigliato: Montecarlo Bianco; temperatura di servizio 10/12 °C

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