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Bollicine che passione

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bollicine

Nessuno credo possa negare che l’estate è entrata decisamente nel periodo “caldo”, e con il piacere e la fatica di convivere con l’aumento delle temperature si modificano anche i nostri stili alimentari. Le nostre tavole si  riempiono di cibi freschi e leggeri:

trovano ampio spazio verdure di stagione, pesce, paste fredde e carni cotte velocemente alla brace.

I più saggi gourmet, e i sommelier più avveduti, consigliano di conseguenza, per un corretto abbinamento, vini di pronta beva, leggeri e freschi. L’estate è la stagione quindi dove trionfano i vini bianchi, i rosati, e le tanto amate bollicine.

Nei vini estivi si ricercano freschezza, sapidità e un contenuto grado alcolico.

Se a queste componenti si aggiunge anche la presenza di anidride carbonica che esalta le sensazioni di acidità e sapidità e contrasta il tenore alcolico, il cerchio si chiude e le nostre papille gustative si riattivano pregustando l’adorato nettare.

Il mercato italiano offre una gamma di prodotti vari e articolati; le aziende che producono vini spumanti sono numerose e presenti anche al di fuori delle zone tradizionalmente più vocate alla spumantistica come la Franciacorta, Trento, Valdobbiadene e Asti.

Si possono anche trovare spumanti in Sicilia, nel Salento  così come ci si può imbattere in produttori che si cimentano nella produzione di vini spumanti utilizzando vitigni come il sangiovese!

Nelle ultime settimane ho assaggiato tre vini spumanti che mi hanno favorevolmente sorpreso e confermato quanto sia articolato e qualitativamente interessante il panorama delle “bollicine italiane”.

 

Il primo spumante che ho assaggiato viene prodotto in Alto Adige a Salorno in località Pochi dall’Azienda Haderburg. Ho conosciuto i vini di Alois Ochsenreiter alcuni anni fa durante alcune serate di degustazione sul Garda con alcuni produttori e amici della Franciacorta. I giudizi sui vini prodotti in questo affascinante territorio sopra Salorno erano stati più che lusinghieri e, più di un produttore franciacortino, vi assicuro, stentava a contenere la sorpresa di avere un concorrente così bravo al di fuori del loro territorio.

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  • Il Pas Dosè 2006 lo ritrovo in gran forma: un giallo paglierino brillante anticipa un perlage finissimo e persistente. Al naso si riconoscono delicate note di fiori su un sottofondo elegante di lieviti. In bocca il vino solletica il palato con una bollicina fine e delicata. La morbidezza dell’alcol  si fonde perfettamente nella componente acida che nel finale, unita alla distinta sapidità ha un sussulto di forza lasciando la bocca netta e pulita. Uno spumante di grande equilibrio che rispecchia il territorio e prodotto con grande maestria.

Per gli amanti dei vini Atesini.

Abbinamento regionale: bresaola, scaglie di grana trentino e radicchio dell’orso sott’olio.

 

A.Adige Spumante Pas Dosè 2006 (Chardonnay, Pinot nero) bottiglie prodotte 12.000, prezzo 20.00 euro circa.

Azienda Haderburg, Salorno località Pochi, 30 (BZ).

 

Il secondo vino che vi racconto è il frutto di una scoperta relativamente recente effettuata grazie al suggerimento di un bravo ristoratore senese patron dell’Osteria Boccon del Prete in Via San Pietro. Si tratta dello spumante Pas Dosè di Girolamo Dorigo produttore a Buttrio in provincia di Udine. Avevo già avuto in passato ottime impressioni dai vini bianchi prodotti in questa zona di grande vocazione vitivinicola;

ricordo ancora con nostalgia  una delicata e finissima ribolla gialla del 2004, ma scoprire anche una bollicina di così solido spessore mi ha piacevolmente sorpreso.

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  • Il Pas Dosè cuvee brut Talento riposa trenta mesi sui lieviti: il colore è intensamente paglierino e il perlage fine e molto persistente. Al naso si riconoscono nette sensazioni di frutta gialla fresca (susina e pesca) con note intense di burro e panna. In bocca le bollicine accarezzano il palato in modo soffice e cremoso. Una leggera freschezza fa da contrappunto alla delicata morbidezza e il vino chiude con una piacevolissima nota salina. Uno spumante di notevole impatto, molto elegante ed equilibrato a cui manca solo una maggiore complessità olfattiva.

Per tutti.

Abbinamento: trota affumicata, crostini di segale con burro, salmone e aneto. Tagliolini all’uovo e tartufo delle Crete.

 

Vino Spumante Cuvee Brut Pas Dosè, Talento Metodo classico, Chardonnay 50% Pinot nero 50%., prezzo 15.00 euro circa.

Azienda Girolamo Dorigo, Buttrio Via del Pozzo,5 (UD).

 

Il terzo e ultimo spumante che vi propongo ha accompagnato alcune piacevoli serate estive dove il pesce e le verdure trionfavano creando di volta in volta piacevoli armonie e sottili contrasti. Inoltre è stato uno dei vini protagonisti di una piacevole degustazione di vini umbri tenutasi con gli amici della Delegazione di Brescia  nel mese di Maggio.

L’azienda che lo produce si trova a Stroncone in provincia di Terni ed è condotta da Stefano Grilli, vulcanico proprietario, che ogni anno propone nuovi vini frutto della sua instancabile curiosità. Alcuni anni fa lo andai a trovare con alcuni corsisti durante i giorni del Vinitaly e riuscì a sorprendere tutti non solo con i suoi vini ma soprattutto con la sua personalità magnetica ed estroversa.

Nell’azienda che prende il nome di La Palazzola si producono anche degli ottimi vini rossi da vitigni internazionali, ma sono gli spumanti, prodotti con monovitigni, che a mio giudizio risultano i prodotti più curiosi e accattivanti. Stefano Grilli è uno dei pochi produttori che si cimenta nella produzione di bollicine con il metodo ancestrale che prevede la presa di spuma attraverso la rifermentazione in bottiglia di una parte del mosto di partenza. L’originalità della produzione consiste anche nella assenza di lieviti aggiunti, poiché la rifermentazione avviene solamente attraverso l’attivazione con i lieviti indigeni.

Ne risultano quindi degli spumanti particolari, talvolta non semplici nell’approccio gustativo; il corredo aromatico talvolta risulta di difficile definizione poiché si è in presenza di note di “riduzione” e bisogna aspettare che il vino si conceda lentamente.

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Ma veniamo al nostro spumante.

  •  La bottiglia degustata è il millesimo 2005 ed è stato sboccato nel 2008; il vino quindi è rimasto due anni sui lieviti e tre anni in bottiglia. Il colore giallo paglierino intenso e brillante preannuncia un perlage fine e mediamente persistente. Il naso si apre con netti sentori minerali che ricordano la ruggine e l’alga. Lentamente emergono soffuse e delicate note di frutta gialla matura e lieviti. L’attacco in bocca è deciso con un corpo importante e pieno; il centro bocca è giocato su una decisa mineralità che aumenta la sensazione di pienezza. Il finale risulta pulito e fresco con le note dolci e fruttate che ritornano in retrolfattiva. Una bottiglia molto interessante, sicuramente evoluta ma che, se debitamente aspettata regala sensazioni diverse di sicuro fascino.

Per intenditori (o presunti tali)

Abbinamento:costolette di agnello fritte.

 

Trebbiano Brut Metodo Ancestrale, Millesimato 2005, prezzo 15.00 euro circa.

 

Azienda la Palazzola, Stroncone, Località Viscigliano (TR).

.GZ

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